TPO smalti: cosa dice la nuova normativa UE?
TPO smalti: cos'è e a cosa serve?
Il TPO (Trimethylbenzoyl Diphenylphosphine Oxide) è stato per anni un ingrediente fondamentale nei gel UV/LED professionali e negli smalti semipermanenti.
Si tratta di un fotoiniziatore, la cui funzione è attivare la polimerizzazione, ovvero il processo di indurimento del prodotto sotto luce UV o LED: senza di esso, gel e semipermanenti resterebbero allo stato liquido. Grazie alle sue caratteristiche, il TPO garantiva tempi di asciugatura rapidi e ottime performance, contribuendo a una manicure resistente, durevole e dall’aspetto professionale.
TPO semipermanente: divieto e normativa
Negli ultimi anni, diversi studi hanno sollevato preoccupazioni riguardo alla sicurezza del TPO. Tra il 2021 e il 2022 il TPO è stato riclassificato da CMR 2 a CMR 1, risultando sospetto cancerogeno e tossico per la riproduzione. Questa riclassificazione ha evidenziato potenziali rischi legati all’uso continuativo di prodotti contenenti TPO, sia per le clienti finali sia, soprattutto, per le professioniste del settore nails, esposte quotidianamente alla sostanza.
Alla luce di tali evidenze, la Commissione Europea ha disposto il divieto di utilizzo del TPO nei cosmetici tramite il Regolamento (UE) 2024/197, stabilendo che a partire dal 1° settembre 2025 sarà vietato vendere, utilizzare e detenere prodotti contenenti TPO, sia nei saloni che in ambito domestico. Il regolamento impone inoltre ai fornitori l’obbligo di ritiro e sostituzione dei prodotti non conformi.
TPO smalti: cosa fare?
Dal 1° settembre 2025, sarà illegale produrre, vendere o utilizzare gel e smalti semipermanenti contenenti TPO.
Per chi lavora nel settore beauty e nails, questo cambiamento rappresenta un passaggio fondamentale.
Cosa devono fare le professioniste del settore?
- Verificare l’etichetta e l’INCI dei prodotti: il TPO può essere indicato con il nome “Trimethylbenzoyl Diphenylphosphine Oxide”, è fondamentale controllare attentamente ogni formulazione.
- Eliminare i prodotti contenenti TPO: saranno vietati smalti semipermanenti, gel, basi, top coat, acrigel e polygel che contengono TPO, anche se nuovi o non ancora aperti. Non potranno più essere utilizzati in salone.
- Aggiornare la fornitura: è necessario sostituire tutti i prodotti non conformi con formulazioni in linea con la normativa europea.
- Scegliere alternative TPO-free: optare per prodotti TPO free, indicati come più sicuri sia per le onicotecniche che per le clienti.
- Affidarsi a fornitori certificati: scegliere distributori affidabili che garantiscano prodotti conformi, certificati e privi di TPO.
Esistono alternative al TPO?
L’industria cosmetica ha già sviluppato valide alternative al TPO, capaci di garantire la stessa efficacia senza rischi per la salute. Le più diffuse sono:
BAPO (Bis-(2,4,6-trimethylbenzoyl)phenylphosphine oxide) → assicura una polimerizzazione completa e uniforme con lampade LED.
TPO-L (Ethyl(2,4,6-trimethylbenzoyl)phenylphosphinate) → ideale per formulazioni trasparenti, non ingiallisce e mantiene un risultato estetico impeccabile.
Queste innovazioni permettono di ottenere unghie perfettamente polimerizzate, sicure e durature, rispondendo alle esigenze sia delle estetiste che delle clienti.
Fotoiniziatori simili consentiti (non soggetti al divieto TPO semipermanente)
Pur avendo nomi simili, questi fotoiniziatori non sono TPO e attualmente non rientrano nelle sostanze vietate dal provvedimento.
- Bis (2,4,6-trimethylbenzoyl) phenylphosphine oxide
- Di-p-tolyl(2,4,6-trimethylbenzoyl)phosphine oxide → noto anche come TMO o TPO-R
- Trimethylbenzoyl Ditolylphosphine Oxide → anch’esso conosciuto come TMO o TPO-R
- Ethyl (2,4,6-trimethylbenzoyl)phenylphosphinate → spesso indicato come TPO-L o ETPO
Caratteristiche
- Sicurezza: Questi fotoiniziatori hanno un profilo tossicologico più sicuro e non rientrano tra le sostanze CMR (Cancerogene, Mutagene o Tossiche per la Riproduzione), a differenza del TPO.
- Prestazioni: Garantiscono una polimerizzazione efficace e, rispetto al TPO, riducono l’ingiallimento dei prodotti nel tempo, mantenendo una maggiore brillantezza.
- Compatibilità: Sono formulati per funzionare al meglio con lampade UV/LED di ultima generazione.
Cosa controllare
- Verificare sempre l’INCI (lista ingredienti) sui prodotti per assicurarsi che non contengano TPO e utilizzino queste alternative conformi.
- Richiedere ai fornitori schede tecniche e di sicurezza aggiornate per confermare la conformità alle normative UE.
TPO smalti vietato: perché è importante prepararsi subito?
Il divieto del TPO non è una semplice formalità burocratica, ma una misura concreta per tutelare la salute delle professioniste e delle consumatrici.
Agire in anticipo significa:
lavorare sempre in sicurezza,
evitare sanzioni o problemi legali,
offrire alle clienti un servizio aggiornato e conforme agli standard europei,
rafforzare la fiducia e la professionalità del proprio centro estetico.
Come sottolinea Divais, questo cambiamento è un’occasione per differenziarsi sul mercato:
“Essere aggiornati sulle normative e proporre prodotti TPO free non è solo un obbligo, ma un’opportunità per dimostrare professionalità e attenzione verso la salute delle clienti”.
Divieto TPO smalti: alternative e opportunità
L’industria sta progressivamente adottando fotoiniziatori più sicuri, come TPO-L e BAPO, che garantiscono prestazioni equivalenti ai prodotti tradizionali senza comportare rischi per la salute.
Offrire prodotti TPO-free consente di distinguersi sul mercato, rassicurare le clienti riguardo alla sicurezza dei trattamenti e posizionarsi come operatori attenti all’innovazione e al benessere.
Il divieto del TPO rappresenta un segnale di un settore in continua trasformazione, dove nuove restrizioni potrebbero riguardare altre sostanze. Questo spinge verso una bellezza più sicura, responsabile e sostenibile.
Divais continuerà ad accompagnare le professioniste della bellezza in questo percorso, fornendo informazioni, aggiornamenti e soluzioni allineate alla normativa europea.
Le clienti oggi non cercano solo manicure perfette, ma vogliono anche sicurezza e attenzione alla salute. Prepararsi in anticipo al cambiamento significa essere pronte a offrire un servizio all’altezza delle nuove normative e delle aspettative del mercato.
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